La denominazione trae origine dal principale corso d’acqua che attraversa il territorio comunale da nord ovest a sud est, chiamato anticamente Flumen e tutt’oggi identificato come fiume Fiume.
Con il riordino dei Comuni e dei loro ambiti territoriali operato da Napoleone all’inizio dell’’800, il Comune di Fiume assunse le sembianze moderne che ancora conserva: ovvero una superficie di 35,76 Kmq su cui sorgono i centri abitati di Fiume Veneto, Bannia, Cimpello, Pescincanna e Praturlone.
Il territorio del Comune di Fiume Veneto, geograficamente compreso nell’area pianeggiante a sud di Pordenone, non meglio identificata che come “bassa pordenonese”, ha una altitudine che varia dai 7 ai 21 mt. sul livello del mare; ha una ricchezza naturale che lo connota singolarmente ed è l’abbondanza d’acqua che scorre rigogliosa nei due fiumi di risorgiva - il Fiume e il Sile - e nei vari rivoli che prendono il nome di volta in volta di Rio Rui , Rio Mondar o Remonder e Rivolo….…..; oltre ai corsi d’acqua principali ci sono altri rigagnoli d’acqua perenne che portano ai corsi principali l’acqua che sgorga naturale nelle varie olle di risorgiva che ancora abbelliscono il territorio comunale.
La popolazione attuale del Comune di Fiume Veneto si aggira intorno agli 11.000 abitanti, distribuiti per il 50% nella frazione capoluogo e per la rimanente parte in ordine decrescente Bannia, Cimpello, Pescincanna e Praturlone
| Popolazione legale al censimento 2001 | 10.221 |
|---|---|
| Popolazione residente al 31.12.2004 | 10.652 |
| maschi | 5.194 |
| femmine | 5.458 |
| Nati nell'anno 2004 | 126 |
| Deceduti nell'anno 2004 | 74 |
| Saldo naturale | 52 |
| Immigrati nell'anno 2004 | 417 |
| Emigrati nell'anno 2004 | 332 |
| Saldo migratorio | 85 |
| Famiglie residenti al 31.12.2004 | 4.065 |
| Popolazione legale al censimento 2001 | 10.221 |
|---|---|
| Popolazione residente al 31.12.2010 | 11.494 |
| maschi | 5.646 |
| femmine | 5.848 |
| Nati nell'anno 2010 | 132 |
| Deceduti nell'anno 2010 | 92 |
| Saldo naturale | 40 |
| Immigrati nell'anno 2010 | 421 |
| Emigrati nell'anno 2010 | 363 |
| Saldo migratorio | 58 |
| Famiglie residenti al 31.12.2010 | 4.634 |
Fiume Veneto gode di un reddito pro capite tra i più alti della Provincia di Pordenone ed anche della regione Friuli Venezia Giulia.
Deriva questa sua situazione di privilegio anzitutto dalla laboriosità dei suoi cittadini e dal notevole intuito imprenditoriale di alcuni di questi. La storia ha voluto che Fiume Veneto, grazie al Cotonificio, sorto nel 1885, e alle fornaci di laterizio, presenti sia a Fiume che a Bannia, conoscesse l'avvento industriale con largo anticipo rispetto ad altre realtà vicine.
L'evoluzione industriale, partita così da lontano, ha potuto crescere e soppiantare, pian piano, l'attività agricola su cui si reggeva e si è retta gran parte dell'economia locale fino agli anni cinquanta del XX secolo. La vicinanza con Pordenone, sede della grande industria di elettrodomestici e meccano tessile, ha permesso a molti cittadini di Fiume Veneto di respirare anticipatamente le novità evolutive di un mondo sociale che si apprestava a relegare l'agricoltura ad un'importanza minima nel contesto dell'economia locale.
Tra questi cittadini, alcuni, più accorti, hanno provveduto ad attivare in paese una scuola di disegno professionale indirizzata al lavoro industriale. E fu un bene unico. Molti degli allievi della scuola di disegno professionale, sorta nel 1929, e dal 1952 intitolata al capitano pilota "G.B. Santarossa", sono oggi imprenditori affermati che intrattengono affari anche ben oltre i confini comunali.
Fiume Veneto può contare oggi su circa seicento attività produttive che danno lavoro a circa 2000 persone occupando così potenzialmente e di fatto oltre il 60% della forza lavoro presente in paese.
L'evoluzione industriale moderna è partita soprattutto dalla capacità imprenditoriale di tecnici preparati che, dopo aver fatta la gavetta in una o più delle grandi industrie pordenonesi, hanno avuto l'ardire di mettersi in proprio.
Dapprima in laboratori casalinghi, poi trasformando le stalle, ormai vuote, in laboratori ed, infine, occupando spazi più adeguati nelle zone artigianali e industriale della Pontebbana, di via Malignani, di via F.lli Zambon o accanto al laboratorio iniziale dopo che, riconoscendo una situazione preesistente, l'Amministrazione Comunale, ha inteso destinare talune zone, anche lontane da quelle industriali, come idonee a insediamenti produttivi. Lo sviluppo dell'industria fiumana è passato attraverso fasi non ancora ben distinte.
La prima, che ancora domina, trae origine da lavoro di indotto della grande industria pordenonese. La seconda è nata in conseguenze di reali o paventate crisi della grande industria e ha visto l'imprenditoria locali farsi creatrice di prodotti propri con i quali ha saputo conquistare il mercato regionale, nazionale ed estero.
Non è raro oggi imbattersi in realtà in cui le due fasi convivono. Certo è che la seconda è diventata per tutti una garanzia che ha fatto del settore industriale locale un fenomeno autonomo, ricco e autosufficiente. I prodotti principali che escono dalle fabbriche del comune sono i prodotti tipici delle industrie meccaniche e metalmeccaniche e vanno dai mobili metallici, alle macchine per l'agricoltura, dagli accessori per elettrodomestici, alle stufe a gas e a legna, dalla piegatura e pulitura dei metalli al trattamento degli stessi, dalle macchine fotografiche e fotocopiatrici ai prodotti di giardinaggio....Un tempo a tutti questi si aggiungevano anche il filato prodotto dal locale cotonificio e le ceramiche sanitarie. Unitamente a queste prospera il settore terziario che pure occupa un notevole numero di persone.
E anche il settore del commercio sia all'ingrosso che al minuto: dal vino ai fiori di plastica, dalla frutta e verdura, alle moderne attrezzature informatiche, dalle macchine per l'edilizia, ai prodotti per l'agricoltura e lattiere caseari....
Il settore dell'agricoltura, che pure ha dovuto cedere il passo all'industria si mantiene vivo grazie soprattutto alla presenza nel Comune dell'azienda agricola sperimentale "Francesco Ricchieri" di importanza nazionale ed internazionale per la ricerca sulla progenie della vacca pezzata rossa friulana.Fiume Veneto può vantarsi di avere un grado pressocchè nullo di disoccupazione maschile e molto ridotto di quella femminile.
(autore testi: G. Bariviera)