null Recesso del comune di Fiume Veneto dall’UTI “Sile e Meduna” - non adesione alla costituenda Comunità “del Sile”
28 dicembre 2020

Recesso del comune di Fiume Veneto dall’UTI “Sile e Meduna” - non adesione alla costituenda Comunità “del Sile”

Il consiglio comunale del 14 dicembre ha approvato il recesso del comune di Fiume Veneto dall’UTI “Sile e Meduna” e la non adesione alla costituenda Comunità “del Sile”, con i voti favorevoli della maggioranza di Lega e Flumen e il voto contrario del centrosinistra.

Le nuove Comunità sono state introdotte dalla legge regionale n.2 del 2019, in seguito all’imminente soppressione delle UTI (Unioni Territoriali Intercomunali), come un ulteriore strumento di collaborazione, accanto alle convenzioni con il personale e gli uffici unici, che i comuni possono utilizzare per mettere in rete servizi e ottimizzare le risorse.

“Dopo una approfondita analisi – dichiara il Sindaco Jessica Canton -, sia economico finanziaria, sia operativa, alla luce degli ultimi anni di esperienza nell’uti, abbiamo ritenuto che la trasformazione della stessa in Comunità non presentasse alcun valore aggiunto per il nostro comune. In accordo con Azzano Decimo, Chions e Pravisdomini proseguiremo con la gestione associata dell’ufficio personale, attraverso una nuova convenzione direttamente tra la Comunità e il Comune, che ci permetterà di risparmiare per i prossimi 3 anni quasi € 40.000 rispetto ai costi sostenuti nel 2020 attraverso l’uti, continuando a condividere ciò che si è dimostrato valido ed efficiente.”

L’accordo collegato al recesso, inoltre, prevede il ritorno in capo al comune dei beni strumentali, ad oggi in uso all’uti, oltre a una cifra omnicomprensiva stabilita in € 30.000.

“Le amministrazioni comunali – continua il Sindaco - hanno la necessità di usufruire di strumenti agili e semplici, per poter svolgere le proprie attività. Una struttura giuridica intermedia, con la sua burocrazia e i conseguenti costi, che non abbia competenze esclusive, non si può che tradurre in complicazioni degli iter, rallentamenti e maggiori costi, senza che i cittadini ne traggano vantaggio. Tutto ciò è stato dimostrato con il sistema UTI in questi anni e lo scenario non ci sembra possa mutare con le Comunità, che ne ereditano sostanzialmente l’impianto.”