null Sospeso il piano di eradicazione delle nutrie
29 marzo 2021

Sospeso il piano di eradicazione delle nutrie

Sospeso il piano di eradicazione delle nutrie

A causa dell’ingresso della Regione Friuli Venezia Giulia in zona rossa, sono sospese le attività connesse al controllo della fauna selvatica, tra cui rientra la nutria. Ne dà notizia l’ispettorato forestale della Regione Friuli Venezia Giulia.

La nutria è una specie esotica e invasiva, originaria del Sud America e importata negli anni ‘20 del ‘900 per le pellicce. Negli anni si è espansa molto in Italia, trovando un ambiente favorevole alla sua proliferazione. I danni causati dalle nutrie sono eterogenei. Come altri animali che fanno le tane negli argini, quando sono in troppe possono far sprofondare il terreno, che può crollare improvvisamente sotto il peso delle macchine agricole, o addirittura provocare la rottura degli argini, causando esondazioni.

Il nuovo piano triennale di eradicazione della nutria 2021/2023 - dichiara l’assessore all’agricoltura Sara Pezzutti - è stato appena approvato il 5 marzo dalla giunta regionale e punta a eliminare questa specie, limitandone il numero e la diffusione.

Per lo scopo sono autorizzate due pratiche, che possono essere esercitate dal personale forestale, dai guardia caccia, da personale incaricato e anche dagli stessi agricoltori. La prima, da preferirsi, è la cattura attraverso gabbie-trappole. In alternativa è possibile utilizzare le tecniche classiche della caccia ma esclusivamente al di fuori dei centri abitati.

In un territorio come quello fiumano, ricco di corsi d’acqua e fossati, le nutrie possono creare seri danni in tema di assetto idrogeologico e alle coltivazioni esistenti. Con lo stop dovuto alla zona rossa, l’attività dovrà essere temporaneamente sospesa, tuttavia riprenderà, appena sarà consentito, per proseguire la prevenzione che deve essere continua e costante per poter dare dei risultati nel tempo. Negli ultimi due anni l’attività di controllo del territorio e di contenimento della specie è stata intensa grazie alla costante collaborazione con gli Uffici dell’ispettorato forestale e l’attivo impegno dei soci della riserva di caccia di Fiume Veneto guidati dal direttore Fabio Rigolo. Speriamo di poter riprendere presto questa preziosa operazione nell’interesse dell’intera collettività”.